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William Bill Ramsey: il lupo mannaro di Southend

Un caso molto particolare, tra i tanti a cui indagarono i coniugi Warren , è quello che prese il nome di "Il lupo mannaro di Southend&q...

26 settembre 2021

William Bill Ramsey: il lupo mannaro di Southend









Un caso molto particolare, tra i tanti a cui indagarono i coniugi Warren, è quello che prese il nome di "Il lupo mannaro di Southend" e che coinvolse un uomo di nome William Bill Ramsey. 
Bill Ramsey nacque nel 1943 a Southend-on-Sea, una contea inglese. Sin dalla tenera età aveva sofferto di disturbi del comportamento, che i suoi genitori non erano riusciti a definire e a curare. La causa di questi strani fenomeni sembra abbiano avuto inizio quando Bill aveva 9 anni. Stava giocando nel giardino di casa, immaginando di essere un pilota di aerei. A un tratto un freddo gelido gli attraversò le ossa e uno strano odore, paragonabile a quello di un animale bagnato, permeò l'aria. Il bambino iniziò a urlare a squarciagola e a strappare con i denti l'erba del giardino; contemporaneamente il cielo si era oscurato. La madre, sentendo le  urla  del figlio, si precipitò da lui per calmarlo, ma Bill aveva preso a ringhiarle contro e a strappare la recinzione a morsi e a mani nude. 
Qualche giorno dopo ebbe anche un comportamento anomalo in pubblico, mordendo, ringhiando e camminando a quattro zampe, proprio come un cane, o meglio un lupo. Verso i 12 anni,  il ragazzo ebbe un altro comportamento decisamente strano, sempre in pubblico. La madre lo stava accompagnando a scuola tenendolo per mano, quando lui d'un tratto mollò la presa e a quattro zampe si precipitò a scuotere con violenza un palo pubblicitario, sbavando e ringhiando contro chiunque gli si avvicinasse. In un'altra occasione, i genitori di Bill lo videro distruggere un pilastro di cemento con la sua sola forza delle mani. Da allora, gli attacchi divennero più frequenti, ma i genitori si affidarono ad alcuni psicologi che seppero insegnare al ragazzo come controllarsi in quei momenti di rabbia improvvisa. 




Bill, con il tempo, si era convinto di essere un lupo mannaro rinchiuso in un corpo umano, una convinzione che lo accompagnò tutta la vita. 
Nel 1983 si presentò in ospedale in stato confusionale e con la bava alla bocca, dicendo agli infermieri che doveva essere legato perché stava per perdere il controllo. Scambiato per uno dei tanti pazzi che ogni tanto si presentavano alle porte del Southend Hospital, non venne creduto e qualcuno si fece persino beffa di lui. 
D'un tratto, tra l'ilarità e lo scompiglio generale dovuto alla situazione assurda,  l'uomo salto addosso a un infermiere e lo morse al braccio, quasi staccandone una porzione, poi tentò la fuga a quattro zampe, ringhiando e cercando di mordere chiunque gli si avvicinasse, come le volte precedenti. Fortunatamente fu raggiunto, sedato e sottoposto ad un trattamento per capire quale fosse il suo problema. 


William Bill Ramsey


Nonostante i suoi problemi psichici e comportamentali, Bill si sposò ed ebbe tre figli, rivelandosi un padre affettuoso ed un rispettabile uomo di famiglia. Tuttavia, poco dopo il suo matrimonio iniziò ad essere tormentato dagli incubi. Si svegliava nel cuore della notte ringhiando e ululando come un lupo, nella preoccupazione di  tutti i familiari. Un'altra sera, mentre era in un locale a bere in compagnia di alcuni amici, sentendosi poco bene si recò in bagno e specchiandosi vide il riflesso di un lupo. Scioccato,  chiese ai suoi amici di essere riaccompagnato a casa e durante il tragitto aveva cominciato a ringhiare contro l'amico alla guida, che fermò l'auto immediatamente e con l'aiuto degli altri amici lo immobilizzarono. Una volta tornato in sé, come tutte le volte precedenti, Bill non ricordava nulla dell'accaduto.


Southend Hospital


Successivamente fu rinchiuso nel reparto psichiatrico del Southend Hospital per un breve periodo. 
Il 22 luglio 1987, in compagnia di una prostituta locale, Bill si recò presso la stazione di Polizia di Southend chiedendo di essere rinchiuso in cella dai poliziotti, preoccupato di poter essere pericoloso nei confronti delle persone. I poliziotti, credendolo ubriaco, lo invitarono ad uscire e a non allarmare più gli agenti di polizia con le sue assurde storie (in città ormai si era sparsa la voce in merito alle sue stranezze). All'improvviso iniziò a ringhiare come un animale rabbioso nei confronti di Terry Fisher, il sergente di polizia di turno quella sera, che fu afferrato per la gola, sollevato in aria e lanciato a terra come se fosse stato una bambola di pezza. Per fermare Bill, che in quel momento pareva essere dotato di una forza sovrumana, dovettero intervenire sei agenti di polizia, che si scrollò di dosso con una facilità disarmante, finché insieme non riuscirono a bloccarlo e a rinchiuderlo nella cella di detenzione della stazione di polizia. Per tutta la notte Bill ringhiò, si scagliò ripetutamente contro le sbarre e cercò di infilare la testa e le braccia attraverso lo sportello di ispezione della cella, costringendo gli agenti a chiamare un medico per somministrargli un potente sedativo. Data la sua situazione psicologica decisamente labile, fu inviato al Runwell Hospital per un esame psichiatrico. 


Runwell  Hospital


Una volta giunto al Runwell, però, Bill non ricordava nulla di quanto successo e gli psichiatri pensarono che potesse soffrire di una malattia mentale nota come licantropia clinica, una condizione mentale in cui la persona crede di essere un animale e di conseguenza si comporta come esso. I media iniziarono a interessarsi al caso chiamando l'uomo " Il lupo mannaro di Southend". 


Ed e Lorraine Warren


A questo punto entrarono in gioco i Warren, che dopo aver visto un documentario sul caso, cominciarono ad indagare pensando che si trattasse di una possessione demoniaca e decisero di contattare Bill. Il 28 luglio del 1989, Bill viaggiò attraverso il Connecticut, negli Stati Uniti, per incontrare i Warren e fu portato portato nella cappella della Madonna del Rosario. Lì Padre McKenna praticò su di lui un esorcismo. 


Bill con Padre McKenna


Durante l'esorcismo, Bill fu trattenuto perché si contorceva e ringhiava nei confronti del vescovo, affermando successivamente di aver sentito come se "una forza lasciasse il suo corpo", e da quel momento pare che non ebbe più attacchi di nessun genere. Ad oggi è considerato l'unico caso autentico di licantropia.
Tutti gli eventi del caso sono riportati nel libro Werewolf: A True Story of Demonic Possession, scritto dai coniugi Warren, pubblicato la prima volta nel 1991 e attualmente ancora in vendita in lingua originale su svariati store online.


19 settembre 2021

Mandy: la Bambola Maledetta

 









Al Quesnel Museum della Columbia Britannica, in Canada, tra tutti gli oggetti, le reliquie e i reperti storici esposti, spicca una bambola che, per via del suo aspetto e della storia che si cela dietro di esso, ha affascinato gli abitanti del luogo, i media canadesi e persino la direttrice del museo, Ruth Stubbs. Questa bambola si chiama Mandy e a fare così scalpore, così tanto notizia, è il fatto che si presume sia maledetta.
Mandy, diminutivo di Mereanda, è una bambola del 1900 fabbricata in Europa (probabilmente in Germania o nel Regno Unito) e fu donata al museo nel 1991 da una donna che sosteneva che la bambola avesse causato svariati incidenti e fosse stata la principale protagonista di parecchie "stranezze". La bambola di porcellana, quando fu donata, era in pessime condizioni, con crepe sul volto, il corpo spezzato, i vestiti sporchi e rovinati. La donna aveva raccontato alla direttrice che spesso si svegliava nel cuore della notte sentendo il pianto di una bambina, proveniente dal piano di sotto della sua abitazione. Ogni volta che andava a controllare non trovava alcuna traccia della presenza di una bambina, ma trovava sempre le finestre aperte e le tende spostate, nonostante prima di andare a letto avesse chiuso tutte le porte e le finestre della sua abitazione. Inoltre la donna notava che sparivano numerosi oggetti e suppellettili e non riusciva spiegarsene il motivo. Tutti questi spaventosi e inspiegabile accadimenti, la portarono a disfarsi della bambola. La direttrice sentendo questa storia aveva deciso di prenderla con sé e di tenerla esposta al museo.



Lo staff del museo sostenne che all'arrivo della bambola si verificarono strani avvenimenti, come spostamenti e sparizioni anomale di oggetti vari, un po' come succedeva a casa della precedente proprietaria. I visitatori del museo furono da subito attratti da Mandy e dal suo aspetto decisamente inquietante fissandola e discutendo di continuo, stregati dal suo sorriso sinistro e dal suo volto deturpato. Alcuni visitatori cominciarono a sostenere che osservandola bene è come se qualcosa di lei ti entrasse dentro, sentendo qualcosa di strano che ti pervade, come sensazioni ed emozioni intense e contrastanti, ma soprattutto dei brividi lungo la schiena. Altri visitatori sostengono che gli occhi di Mandy si muovano seguendo le persone all'interno del museo, altri ancora affermano addirittura di averla sentita parlare e ridere. Furono accusati anche dei malfunzionamenti alle telecamere di sicurezza e alle macchine fotografiche di coloro che avevano tentato di scattarle una foto. Numerosi parapsicologi hanno avuto a che fare con Mandy nel tentativo di comprendere quanto di quelle affermazioni, di quelle storie e di quelle testimonianze fosse vero. Tra pareri contrastanti, diversi sostennero che la bambola avesse delle energie maligne legata al suo passato, che si suppone sia oscuro, ma che resta comunque del tutto ignoto. 
In seguito a quell'inaspettato successo da parte di visitatori sempre più numerosi e assidui, Mandy fu spostata e sistemata in una teca, regalandole uno spazio tutto suo.




A oggi, Mandy è ancora esposta e continua a far parlare di sé i visitatori, attirati al Quesnel Museum dalla sua storia e dalla leggenda a essa legata.


11 settembre 2021

Il mito del Wendigo

 






I nativi americani, più spesso di quanto avrebbero mai potuto pensare, si ritrovavano a corto di cibo e, più in generale, di scorte alimentari. Le cause potevano essere molteplici: un pessimo raccolto, per esempio, una serie di sfortunate battute di caccia o delle epidemie che decimavano la popolazione e parte di coloro addetta all'approvvigionamento.
Capitava, così, che quando arrivava l'inverno, l'unico modo per procurarsi del cibo, per sopravvivere, era dedicarsi al cannibalismo. Di solito le "prede" erano gli anziani delle tribù, i deboli, coloro che non avrebbero comunque superato la stagione fredda o il periodo critico.
Quando ciò accadeva, si diceva che coloro che si erano dovuti nutrire di carne umana erano stati posseduti dal Wendigo, una creatura demoniaca capace di assumere sembianze umane e la cui credenza era diffusa tra le varie tribù degli attuali Stati Uniti d'America, del Canada e delle foreste settentrionali della Nuova Scozia.
Il Wendigo viene raffigurato, a grandi linee, come un essere di grandi dimensioni, con lunghi artigli e una bocca con denti affilati ma priva di labbra. Può essere provvista di corna ed è dotata di una velocità sovrumana.
Abile cacciatore di giorno, imbattibile la notte, è capace di rincorrere le prede per lunghi tragitti, per mangiarle vive una volta raggiunte.
La causa della trasformazione in Wendigo differisce da tribù a tribù: può essere causata dal morso da parte di un altro Wendigo, da una sua possessione spirituale o per mezzo di uno sciamano.
Quando questo avviene, la persona sente un irrefrenabile impulso a nutrirsi di carne umana, che conseguirebbe a chi se ne ciba velocità, forza e immortalità.


Rappresentazione del Wendigo


La leggenda del Wendigo è spesso associata al Bigfoot (o Sasquatch), anche se le caratteristiche fisiche di questi due esseri sono quasi del tutto differenti, dimensioni a parte.
Stephen King, noto scrittore canadese di romanzi horror, spesso nei suoi libri fa riferimento al mito del Wendigo; In Pet Sematary, per esempio, è il filo conduttore che collega il vecchio cimitero Micmac agli avvenimenti nefasti che accadono alla famiglia Creed.
Molto probabilmente, questo mito, questa leggenda, nasce con l'esigenza di fare da deterrente contro il cannibalismo, pratica abbastanza diffusa tra le tribù indiane del Nord America in situazioni di scarsità di cibo, come accennato a inizio articolo.
La figura del Wendigo è terreno fertile per le produzioni letterarie, cinematografiche e televisive, come nel film tratto dall'omonimo romanzo (di cui abbiamo appena fatto cenno) Pet Sematary del 1989 e di cui è uscito un remake nel 2019, nel secondo episodio della prima stagione della serie Supernatural o nel videogame Until Dawn, uscito in esclusiva nel 2015 per Playstation 4 e i cui mostri contro cui battersi sono appunto i Wendigo.

06 settembre 2021

Il cimitero di Moon Point








A sud della città di Streator, nell'Illinois, precisamente lungo la Route 23, si trova il Moon Point Cemetery. Il nome è dovuto a Jacob Moon, uno dei primi europei che nel 1800 colonizzò la regione e che aveva scelto quella terra per creare un cimitero di famiglia. Questo cimitero è molto antico e risale alla Guerra Civile; è anche conosciuto con il nome di  Moon Creek Cemetery. 




Il cimitero divenne famoso inizialmente per alcuni racconti sulle anime di soldati caduti e di entità demoniache che si aggirano tra le tombe al calare delle tenebre. Alcuni residenti della zona dicono che sia di giorno che di notte avvengono numerosi eventi inspiegabili, come risate di bambini, graffi sulla pelle, ombre e figure di persone tra le tombe. Tra le varie testimonianze, quella più interessante riguarda il fantasma di Hatchet Lady, il fantasma di una donna che, da quello che si narra,  vaga nel cimitero per vegliare sulla tomba di suo figlio, morto per le gravi ferite subite in guerra. La donna, una contadina che viveva nella periferia di Steator, dopo la morte del figlio ogni giorno si recava sulla sua tomba per piangerne la prematura scomparsa. Era solita andare in giro portando con sé un'ascia e il motivo era tanto di semplice deduzione quanto abbastanza contrastante con il suo aspetto mite da signora di una certa età: a quei tempi, infatti, era pieno di briganti e di profanatori di tombe, attratti anche e soprattutto da quelle dei militari, spesso seppelliti con le loro medaglie d'oro e d'argento, quindi la sua fedele ascia fungeva da deterrente nel caso, malauguratamente, ne incontrasse qualcuno. 


Hatchet Lady


Alcuni testimoni dicono che la si sente urlare o a volte anche solo sussurrare "andate via", ma non è chiaro a chi siano rivolte le sue parole. Oltre al suo fantasma, le testimonianze di quelli del luogo narrano di un'altra entità, quella di un ragazzo vestito con abiti del 1800 che si aggira nei pressi del cancello del cimitero e nelle aree circostanti. Si vedono anche delle luci fluttuanti, conosciute come Orb, di colore  rosso o bianco. Sono stati anche segnalati degli strani rumori dal custode del cimitero che, nel 2014, affermò di udirli provenire dalle spesse lastre di marmo delle tombe, come se dal sottosuolo qualcuno desse dei pugni come a volersi aprire un varco verso l'esterno, rumori che, a sua detta, duravano anche svariati minuti. 
Queste leggende, questi racconti e queste testimonianze, purtroppo, oltre a portare pubblicità a Streaton e al cimitero stesso, portano anche vandali e ragazzini curiosi che si intrufolano di notte alla ricerca di un fantasma da avvistare o lapidi da danneggiare. Per questo motivo, i residenti e la polizia locale hanno unito le forze e, soprattutto la sera, si affiancano a vicenda per pattugliare il cimitero ed evitare incursioni indesiderate.

02 settembre 2021

Gli Yūrei

 





Gli Yūrei sono degli spiriti di origine Giapponese. La leggenda narra che possono infestare persone, oggetti e luoghi. Non compaiono mai a caso, ma in luoghi ben precisi: dove furono uccisi, per esempio, seguendo il loro assassino o stando vicino alle persone che hanno amato. 
Per scacciarli, vengono praticati diversi rituali: quello funebre, che è anche il più comune, o quello dello scioglimento del legame con i vivi. Nel caso ci fosse uno Yūrei più "resistente" al rituale si dovrà procedere con un vero e proprio esorcismo.
Esorcizzare uno Yūrei non è come esorcizzare una persona posseduta da un demone tradizionale, così come avviene nella liturgia cattolica. In questo caso, infatti, l'esorcista tenta di "soddisfare" la richiesta che lo lega ancora al mondo terreno, mentre nel caso di uno spirito il cui corpo non abbia ricevuto una degna sepoltura, un cadavere che magari è stato occultato e mai ritrovato, per far sì che l'esorcismo funzioni è necessario trovare il corpo in questione e celebrare il funerale.
Ci sono diversi tipi di Yūrei. L'Onryō, per esempio, è un fantasma vendicativo che perseguita colui che l'ha maltrattato in vita. L'esorcismo, in questo caso consiste nel compiere la vendetta che l'anima sofferente brama. Se la vendetta non fosse realizzabile, l'esorcista dovrà procedere con dei diversi riti di purificazione. Il metodo più interessante nell'esorcizzare uno Yūrei è quello shintoista, nel quale si utilizza un Ofuda, un talismano consistente in un foglio su cui viene scritto il nome di un Kami, una parola Giapponese usata per indicare uno spirito soprannaturale o una divinità. L'Ofuda va premuto sulla fronte del posseduto, oppure lo si appende nel luogo infestato finché il luogo non sarà purificato dallo Yūrei.


Ofuda


In Giappone c'è un "gioco" che viene fatto per far manifestare gli Yūrei e che ha la stessa funzione delle sedute spiritiche effettuate con la tavola Ouija. Questo gioco si chiama Hyakumonogatari Kaidankai e funziona così: si accendono 100 candele e ogni partecipante racconta a turno una storia di fantasmi detti Kwaidan. Al termine di ogni racconto va spenta una candela e dopo che anche l'ultima candela viene spenta, lo Yūrei si materializza nel luogo in cui è stato evocato. 
Inizialmente gli Yūrei erano rappresentati come se fossero delle persone normali, poi con lo sviluppo della letteratura, della pittura e del teatro, iniziarono a essere descritti e raffigurati con delle precise caratteristiche.


Yūrei

Vengono infatti rappresentati con dei lunghissimi capelli neri, una veste bianca molto ampia che impedisce di vedere la parte inferiore del loro corpo, le braccia tese in avanti, un andamento fluttuante e delle fiammelle che virano tra il blu e il viola intorno a loro. Nei manga, lo  Yūrei viene rappresentato con in testa un fazzoletto bianco piegato a triangolo.


Yūrei nella tradizione nipponica
Yūrei nei Manga



Come accennato prima, ci sono varie categorie di Yūrei:


Jibakurei

Spirito di un suicida o di qualcuno morto con dei rimpianti, infesta un particolare luogo.


Hyōirei 

Fantasma che si insinua nel corpo di un vivente, molto simile a una possessione.


Onryō 

Fantasma vendicativo che torna nel mondo dei vivi per perseguitare colui che l'ha maltrattato in vita.


Goryō

Spirito di aristocratico ucciso o tradito dai propri servi che torna per chiedere vendetta.


Funayūrei

Spettro di marinaio morto in mare, se sale su una nave ne causa l'affondamento.


Gaki (o Preta)

Nato e diffuso nell'ambito della cultura buddista, è un fantasma morto col peccato dell'avarizia o della gelosia, è condannato a desiderare di sfamarsi e dissetarsi invano e viene raffigurato con particolari oggetti nelle mani. Spesso è disgustoso e avvilito.


Jikininki

Una variante del precedente fantasma, ma condannato a cibarsi di cadaveri.


Ikiryō

Particolare forma di spirito che si manifesta quando la persona ancora in vita ha un forte desiderio di vendetta. Appare vicino ai familiari.


Zashiki-warashi

Fantasma di bambino, è spesso molesto.