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20 febbraio 2020

La bambola Robert



Quanti di noi da bambini giocavano con i propri pupazzi e le proprie bambole credendo che si muovessero e che parlassero con noi? Oggi le bambole sono sempre più realistiche, addirittura alcune sembrano dei veri neonati (le cosiddette bambole "reborn") che possono apparire perfino spaventose.
Alcuni secoli fa le bambole erano delle fedeli riproduzioni di esseri umani e spesso erano delle riproduzioni piuttosto inquietanti, come la famosissima  "Robert The Doll", di cui sicuramente alcuni di voi avranno sentito parlare, che è considerato uno degli oggetti più infestati al mondo dopo Annabelle (di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo).
Per quasi 115 anni Robert ha affascinato, spaventato e scombussolato il pubblico e ancora oggi continuano ad accadere cose strane in sua presenza.
La sua altezza è uguale a un bambino di età compresa tra i 4 e 5 anni, vestito con abiti da piccolo marinaretto; i suoi occhi sono delle perline nere dall'aspetto vacuo e le sue guance sono ricoperte di buchi. Tiene in grembo un cagnolino con grandi occhi sporgenti e un'espressione allegra.
La storia inizia nel 1906 a Key West, un'isola della Florida. Su questo aspetto ci sono due varianti: la prima racconta di una tata di colore, originaria delle Bahamas, che regalò la bambola a un bambino di 5 anni di nome Robert Eugene Otto. Si suppone che la donna odiasse la famiglia del bambino, per il quale lavorava, e che praticasse antichi rituali associati al Voodoo, facendo sì che in quell'innocente e tenero regalo si nascondesse, in realtà, una potente maledizione. Per far sì che la maledizione avesse effetto, si narra che i capelli della bambola fossero stati prelevati proprio dal piccolo Robert. La seconda invece racconta che la bambola fu acquistata in Germania da un nonno per regalarla al suo nipotino.
Indipendentemente da come la bambola fosse arrivata al bambino, lui se ne era innamorato e gli aveva dato il suo stesso nome, portandolo ovunque egli andasse e vestendolo con i suoi stessi abiti.
Dopo l'ingresso della bambola in casa cominciarono a verificarsi piccole stranezze, oggetti che sparivano, giocattoli distrutti e rumori notturni, come se qualcuno corresse in giro per la casa.
Quando i genitori accusavano il bambino per gli oggetti spariti o per i rumori, come se fossero dei dispetti, lui rimbalzava l'accusa alla bambola Robert, dicendo che fosse lui il colpevole di tutto. "Robert did it!" (è stato Robert!) era la sua risposta di sempre.
Spesso i suoi genitori lo sentivano conversare amabilmente con il suo bambolotto, altre volte vi litigava animatamente e quando le sue urla li costringevano a entrare in camera per vedere cosa stesse succedendo, lo ritrovavano rannicchiato e impaurito in un angolo.
La presenza della bambola cominciava ad essere opprimente, il bambino iniziò ad avere incubi frequenti, si svegliava gridando in preda alla paura e quando i genitori correvano da lui notavano sempre mobili spostati e oggetti sparpagliati sul pavimento, ma la sua risposta era sempre la stessa: la colpa era della bambola. I genitori, stanchi della situazione, decisero di rinchiudere la bambola in soffitta e porre fine così al problema.
Gli anni passarono e il bambino crebbe senza più pensare al suo omonimo "amico" di un tempo, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Chicago e l'Art Students League di New York e infine andò alla Sorbona parigina, dove conobbe sua moglie Anne. Dopo la morte del padre, Robert ne ereditò la casa e ci andò a vivere con sua moglie. Fu allora che, cercando di sistemare i vecchi ricordi di famiglia, rovistò in soffitta ritrovando il suo amico di infanzia, come se avesse aspettato paziente il suo ritorno.  Da quel momento tra i due si creò nuovamente un legame estremamente morboso.




La moglie trovava inquietante questo legame tra Robert e la sua bambola, pensò addirittura che suo marito fosse impazzito quando le comunicò la volontà di creare una stanza solo per essa, completa di mobili e giocattoli perfettamente proporzionati alla sua grandezza, in modo che potesse guardare fuori dalla finestra. La stanza del suo amico Robert sarebbe stata quella che si trovava in cima alla torretta della loro abitazione.
Una volta, un idraulico che era stato assunto per fare delle riparazioni nella casa della famiglia Otto, sostenne di aver sentito delle risate di bambini, sebbene Robert e sua moglie non avessero figli. Incuriosito dalle voci, ne aveva seguito la provenienza e si era accorto che le voci provenivano dalla stanza in cima alla torretta. Quando era entrato nella stanza, aveva notato la bambola e senza un motivo preciso il suo corpo fu pervaso dai brividi. Era come se lo stesse fissando, sul pavimento c'erano diversi giocattoli disposti a caso e l'uomo aveva avuto come la sensazione di aver interrotto un bimbo mentre si stava divertendo con i suoi giochi preferiti, solo che in quella stanza, a parte lui, c'era soltanto un bambolotto e il suo fido cagnolino di stoffa.
La moglie si teneva a distanza dalla bambola più che poteva, diceva che si sentiva osservata e la trovava spesso in posizioni diverse da come l'aveva lasciata. Inoltre diversi vicini di casa le riferirono di avere visto il bambolotto affacciarsi a finestre di stanze diverse, e tutto questo quando i coniugi Otto non erano in casa. Nonostante le perplessità della donna, suo marito Robert non volle mai liberarsene, e soltanto quando morì, nel 1974, lei si decise a relegare nuovamente la bambola in soffitta e vendere la casa.
La famiglia Reuter, nuovi proprietari dell'immobile, avevano una figlia di nome Myrtle, che appena trovò la bambola la portò nella sua cameretta per giocarci insieme alle altre della sua collezione.
Ma ben presto cominciarono di nuovo i dispetti, spostando oggetti e mettendo in disordine.
Una notte la bambina si svegliò gridando e disse ai suoi genitori che la bambola l'aveva aggredita nel tentativo di ucciderla, cosa che afferma tutt'ora, anche se ormai è una donna adulta.
Robert The Doll adesso risiede all'East Fort Martello Museum, in Florida, dentro una teca di vetro, donato dall'ultima proprietaria, dopo essersi risvegliata con un principio di soffocamento causato dalla bambola sedutasi sul suo viso.
Molti visitatori giurano di aver visto la bambola muoversi, passarsi il cagnolino da una mano all'altra e di averla sentita anche ridere. Chiunque tenti di scattargli una foto senza chiedergli formalmente il permesso si ritroverebbe soltanto una sfilza di immagini sfocate e soltanto all'uscita dal museo i dispositivi usati per scattare le fotografie riprenderebbero a funzionare regolarmente.
Robert The Doll è divenuto una delle attrazioni più famose della Florida, una tappa imprescindibile per gli appassionati dei ghost tour, ma continua a essere un "bambino" discolo e dispettoso, seguendoti con lo sguardo dai suoi occhi neri e profondi, giocando nella sua teca con il suo cagnolino e sfidando chiunque non gli porti il dovuto rispetto.



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