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03 ottobre 2020

Jonathan Galindo: la nuova, pericolosa challenge che serpeggia tra i ragazzini via social

 




Questo non è il solito post che racconta storie dell'orrore e leggende metropolitane, neanche di serial killer passati alla storia per la loro efferatezza, ma riteniamo giusto parlarne, perchè quella di Jonathan Galindo, la nuova challenge che serpeggia pericolosa, insidiosa, tra i social e i gruppi chat dei ragazzini, è una storia purtroppo attuale.
Come con la Blue Whale e Momo, anche in questo caso si viene contattati su Whatsapp, su Telegram o su qualsiasi altro gruppo di ragazzini e adolescenti. Il contatto in questione sarebbe un certo Jonathan Galindo e si presenta con una foto, le cui sembianze ricordano particolarmente quelle di Pippo, il personaggio della Walt Disney, ma molto più "umanizzato". 
I ragazzini ne hanno paura, perchè a quanto pare, le richieste di questo profilo sotto mentite spoglie, portano alla morte di chi si presta a volerne seguire le folli regole.
Lo sanno bene i genitori dell'undicenne morto a Napoli, gettatosi giù dal balcone perchè, come scritto alla madre in un messaggio prima di compiere il folle gesto, non c'era più tempo, doveva seguire "l'uomo con il cappuccio".
Le dinamiche con cui questo tizio o questi tizi (non è dato sapere se più di una persona si finga Jonathan Galindo, per il puro, sadico piacere di terrorizzare a morte i ragazzini) convincerebbe i giovani a tali gesti estremi non sono ancora chiare, ma il fatto di aver scoperto, anche se troppo tardi - visto che c'è già stata una vittima - questo nuovo pericolo, è un vantaggio da non sottovalutare. 
I giovani si convincono che ci sia "l'uomo nero con il cappuccio" a sorvegliarli giorno e notte, soprattutto la notte, a spiarli, a tenerli d'occhio e che se non accettano le sue richieste, se non seguono le sue regole, ne pagheranno le conseguenze. 
Conseguenze che, a quanto pare, sembrano spaventarli più della morte stessa.
Le indagini sono subito state avviate, sono stati chiusi parecchi profili Facebook di "buontemponi" che si dichiaravano il vero e unico Jonathan Galindo, tanti altri sono ancora sotto controllo, nella speranza che possano portare all'origine di tutta questa assurdità.
Ma chi è Jonathan Galindo? Come nasce quel volto inquietante? Il volto è di James Fazzaro, che già nel lontano 2012 aveva postato foto e video travestito in quel modo per puro divertimento, di certo senza alcun intento criminoso o illecito, soltanto per goliardia. Qualcun altro, invece, ha ben pensato, recentemente, forse imbattendosi in quella foto così "strana", di utilizzarla per avviare un gioco che ha tutto, tranne il significato intrinseco che dovrebbe avere, quello di giocare appunto. Come con Momo, in cui la foto di una scultura dell'artista giapponese Keisuka Aisawa ritraente una "donna uccello" dai lineamenti spettrali, venne utilizzata per avviare una challenge dalle medesime caratteristiche di quest'ultima e altrettanto pericolosa.


Immagine di Momo


Qualunque sia la verità, che sia un fenomeno circoscritto o meno, non si può e non si deve abbassare la guardia verso questo pericolo a portata di pc, smartphone e tablet, anche perchè questi sono ormai comunemente utilizzati da bambini, ragazzini, giovani che non comprendono neanche lontanamente le insidie che nasconde il web e quanta cattiveria possa esserci tra le sue "reti". 
Abbiamo sentito il dovere quindi di avvertire anche noi, nel nostro piccolo, tutti coloro che, per un motivo o per un altro, sono a stretto contatto con dei bambini, che siano i  propri figli, fratellini e sorelline, cugini, amici, semplici conoscenti: se vi accorgete che ricevono messaggi, richieste, contatti da parte di Jonathan Galindo e in generale da chiunque non sia un loro diretto conoscente, segnalate il contatto in questione alle autorità competenti, che siano gli amministratori di un determinato gruppo, di un social o, se lo ritenete necessario, le forze dell'ordine.
Tra amanti dell'horror quali siamo, noi e voi, sappiamo che nutriamo il gusto verso certe storie, dimenticando però che l'orrore, spesso, può essere più vicino di quanto pensiamo.


Jonathan Galindo



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