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07 luglio 2021

Amityville: la casa degli orrori

 






112 Ocean Avenue. Alla quasi totalità di voi, leggendo questo indirizzo di New York, non verrà in mente nulla di particolare, ma se aggiungiamo che la località di cui stiamo parlando è Amityville, vi si aprirà nella mente una miriade di collegamenti, tutti, o quasi, riferiti agli omonimi film dell'orrore basati su fatti realmente accaduti che hanno avuto luogo in una, all'apparenza, anonima casa in stile coloniale.
La casa, infatti, nel 1974 fu teatro di uno dei più efferati omicidi mai avvenuti, in cui ben sei componenti della famiglia DeFeo persero la vita per mano di uno dei figli, Ronald.
I DeFeo avevano acquistato l'abitazione nel 1965 dai Riley, i precedenti proprietari, che a loro volta l'avevano acquistata dalla figlia dei coniugi Moynahan, i quali l'avevano fatta costruire nel 1924.
La famiglia DeFeo era composta da marito e moglie e cinque figlii: tre maschi e due femmine. Uno dei maschi era il già citato Ronald, detto "Butch", il cui carattere estremamente violento e antisociale non era certo addolcito dall'uso massiccio di droghe e alcol. Le minacce di morte al padre, superficialmente considerabili come semplici sfoghi di rabbia, divennero realtà quando alle 03:15 del 13 novembre 1974, Ronald lo uccise a fucilate, seguito dalla madre e dal resto della sua famiglia.
Nessuno dei vicini, nell'isolato, udì il rumore dei colpi di fucile sparati dal ragazzo, né tanto meno eventuali urla da parte dei suoi familiari che, a quanto pare, furono uccisi uno dopo l'altro senza mai destarsi dal sonno.
Ronald aveva dichiarato durante il processo che il padre, precedentemente, aveva chiesto l'aiuto di un  esorcista e che questo avrebbe effettivamente compiuto un esorcismo nella casa, durante il quale le porte sbatterono da sole.
Il ragazzo aveva inoltre dichiarato che le tubature idriche scoppiavano senza motivo, di punto in bianco, e che nei giorni precedenti all'omicidio si trovava in uno stato confusionale e di paranoia che, a suo dire, non aveva a che fare con le droghe di cui faceva uso.

Ronald DeFeo Jr in una foto segnaletica



Sempre durante il processo, fu ricostruito l'omicidio: con un fucile calibro 35 aveva sparato due colpi a ognuno dei genitori, mentre per i fratelli, compreso il più piccolo di nove anni, ne aveva sparato uno soltanto.
Il 21 novembre 1975 fu dichiarato colpevole di omicidio di primo grado e condannato a scontare 25 anni di carcere per ognuna delle vittime, per un totale di 150 anni.
La difesa aveva provato a fare leva sul'infermità mentale, basandosi sull'abuso di droghe e alcolici del ragazzo e a un disturbo psichico e lo stesso Ronald aveva dichiarato di aver ucciso la propria famiglia spinto da alcune voci insistenti nella sua testa, ma l'accusa riuscì a dimostrare che nonostante tutto questo, era ben capace di intendere e di volere.
Ronald DeFeo Jr. morì all'età di 69 anni il 12 marzo del 2021, nel penitenziario di Albany, e le cause della sua morte appaiono sconosciute.


La famiglia Lutz



Nonostante questo tetro epilogo, la casa di Amityville non rimase vuota a lungo. Il 18 dicembre 1975, infatti, a neanche un mese dopo la condanna per omicidio di Ronald DeFeo, una famiglia composta da marito moglie e tre figli (avuti dalla donna da una precedente relazione), i Lutz, ne divenne proprietaria e vi andò ad abitare.
Il 14 gennaio dell'anno successivo, dopo appena 28 giorni, i Lutz nel cuore della notte ne fuggirono terrorizzati senza più farvi ritorno.
In quei giorni, dichiararono i Lutz, erano accaduti parecchi avvenimenti inquietanti: il prete chiamato a benedire l'abitazione era stato schiaffeggiato al piano superiore da qualcosa di invisibile e aveva udito una voce intimargli di andarsene, sciami di mosche infestavano una delle camere, sostanze gelatinose verdastre trasudavano dalle pareti, gli ospiti erano testimoni di strani rumori, odori nauseabondi, sensazioni di disagio, i ragazzi litigavano perennemente tra di loro spinti da un odio incontrollabile, il marito, George, si svegliava tutte le notti alle 03:15, l'ora in cui Ronald aveva ucciso la sua famiglia; nel bel mezzo della notte la porta d'ingresso sbatteva violentemente sebbene fosse stata chiusa a chiave.
E ancora: George una notte vide la moglie levitare sul letto, fu testimone di strane ombre intorno alla casa, trovò i mobili ammassati su una parete, vide in più di un'occasione un paio di occhi rossi spiarlo dalla finestra.
Gli ultimi giorni della loro permanenza nella casa di Amityville furono abbastanza confusi e la famiglia da allora rifiutò di parlare volentieri di quel periodo, tranne che per un particolare: George stava iniziando a sentire delle voci nella sua testa, voci che, proprio come avvenne con Ronald, gli dicevano di uccidere la sua famiglia.
Di questa storia se ne occuparono persino i coniugi Warren, famosi demonologi e investigatori del paranormale, con all'attivo migliaia di casi.
Il 24 febbraio 1976, con al seguito una troupe televisiva, entrarono nella casa e Ed Warren affermò in quell'occasione di aver percepito una presenza fortemente negativa nel locale scantinato.
I Warren tornarono nell'abitazione del 112 di Ocean Avenue il 6 marzo dello stesso anno, stavolta affiancati da alcuni esperti del paranormale e dai reporter. Fu eseguita al piano di sopra una seduta spiritica alle 03:15 e Lorraine Warren percepì una forza demoniaca molto intensa, forse la più forte di quelle percepite in quel momento.
Sempre nel 1976, Gene Campbell, fotografo professionista, scattò diverse fotografie al piano superiore. Lo sviluppo di queste ultime non rivelò nulla di interessante, tranne che per una sola foto: in questa, un bambino dagli occhi "bianchi", forse dovuti alla sovraesposizione al flash, si affaccia timidamente da una delle camere. Inutile dire che in quel momento, con Campbell, non ci fosse nessuno, e che quest'ultimo si era accorto del bambino solo dopo aver sviluppato le foto. La somiglianza del bambino con il piccolo John Matthew DeFeo, come potete vedere voi stessi, è impressionante.

In alto, il bambino fotografato da Campbell; in basso, il piccolo John


Nonostante la pessima fama che la casa si era fatta in così poco tempo, venne comunque acquistata nuovamente, stavolta da Jim e Barbara Cromarty, che per allontanare i curiosi e i turisti di "luoghi del brivido" che affollavano costantemente il loro giardino, tempestando di foto il "luogo del crimine", la ridipinsero totalmente di bianco (inizialmente il piano superiore era dipinto di nero) e la ristrutturarono parzialmente, soprattutto per quanto riguarda le finestre a forma di quarto di cerchio che fin troppo somigliavano a uno sguardo malvagio puntato sul circondario, che furono modificate in delle classiche finestre squadrate. Cambiarono persino l'indirizzo, che da 112 Ocean Avenue fu trasformato in 108 Ocean Avenue.
I Cromarty non furono gli ultimi proprietari: nel 1987 venne venduta agli O'Neil, nel 1997 a Brian Wilson e nel 2010 dai coniugi D'Antonio. Ognuno dei proprietari apportarono delle modifiche, come creare un solario e riempire di terra la piscina dei DeFeo, e col tempo anche i curiosi diminuirono sensibilmente.
Negli anni, la storia dei Lutz fu oggetto di controversie, vennero persino accusati di aver inventato tutto quanto a tavolino per avere un riscontro mediatico e, perchè no, anche economico, ma il dubbio, a oggi, rimane.
In quasi cinquant'anni, sulla casa di Amityville, uscirono svariati libri e diversi film, tutti volti a ricostruire o interpretare, più o meno fedelmente, gli avvenimenti che coinvolsero la famiglia DeFeo o i Lutz.


La casa di Amityville oggi




Articolo di giornale del'epoca

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