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13 agosto 2021

Arne Johnson: "per ordine del diavolo"

 




Il film The Conjuring - Per ordine del diavolo è liberamente ispirato a una storia vera, quella del processo ad Arne Johnson, nel quale per la prima volta nella storia della giurisdizione americana, la possessione demoniaca giunse in Tribunale come attenuante di un omicidio.
La vicenda ebbe inizio nel giugno del 1980, quando Arne Johnson e la sua fidanzata Debbie Glatzel  iniziarono la ristrutturazione della loro nuova casa a Brookfield, nel Connecticut. La casa era in affitto e il proprietario si chiamava Alan Bono. il fratellino di Debbie, David, volle andare ad aiutarli e si trasferì lì per qualche giorno. David nei primi giorni iniziò a mostrare strani comportamenti: diceva di vedere un'ombra scura nel corridoio che lo seguiva e di sentire strani rumori provenienti dalla soffitta. Il 3 luglio David si svegliò urlando raccontando a Debbie e ad Arne che un uomo con grandi occhi neri, un volto con lineamenti simili a un cane o a un lupo e con denti appuntiti gli voleva fare del male. Lo aveva descritto come un vecchio dai capelli bianchi, due corna sopra la testa, che con una voce gracchiante e profonda gli aveva detto che dovevano andarsene immediatamente tutti quanti o avrebbe fatto loro del male. La sorella cominciò a spaventarsi quando vide contusioni e graffi sul corpo del piccolo David, lesioni che si manifestavano durante la notte e che non avevano nessuna spiegazione logica e razionale. Quando anche Arne fu testimone diretto di uno di questi avvenimenti, in seguito a un graffio apparso in pieno giorno sul braccio di David, decise congiuntamente con Debbie di riportarlo dai genitori e di chiedere aiuto ai coniugi Ed e Lorraine Warren, in quel periodo famosi per essere parte attiva nella lotta contro le possessioni demoniache e, più in generale, nelle investigazioni sul paranormale.



La famiglia Glatzel, con l'appoggio dei Warren, diede il consenso a praticare una serie di esorcismi su David da parte di quattro sacerdoti cattolici. Qui sotto la registrazione audio dell'esorcismo di David. 




Durante il terzo esorcismo sul piccolo David, Arne, descritto da tutti come il classico bravo ragazzo, divenne improvvisamente aggressivo e cominciò a sfidare ad alta voce l'entità maligna affermando che in realtà volesse impossessarsi di lui, sfruttando il piccolo David come "ponte" per raggiungere il suo scopo. Qualche istante dopo David si levò a mezz'aria e subito dopo mostrò segni di chiaroveggenza, predicendo l'omicidio di cui Arne sarebbe stato protagonista. I Warren, terminato l'esorcismo, contattarono la polizia di Brookfield e suggerirono di tenere d'occhio Arne. Nel novembre 1980 in casa Glatzel le cose sembrarono migliorare, anche se David dava ancora segni di disagio. I genitori, su consiglio del medico di famiglia, lo portarono da un psichiatra, che dopo aver visitato il giovane disse che non c'era nulla che non andasse in lui, ma che aveva solo un leggero ritardo nell'apprendimento, forse causato dalla sua difficoltà nel dormire. Ovviamente lo psichiatra non era stato messo a conoscenza del precedente tentativo di esorcismo, né degli avvenimenti pregressi a esso. Nessuno avrebbe immaginato che l'entità aveva cambiato bersaglio e si era "concentrata" su Arne Johnson, come da lui stesso predetto, tra l'altro. 
Proprio come il piccolo David,  Arne cominciò ad avere allucinazioni e a soffrire di vuoti di memoria. 
Il 16 Febbraio 1981 Arne si diede malato al lavoro e raggiunse Debbie al canile, dove lavorava per conto di Alan Bono, proprietario del canile oltre che loro padrone di casa. Quel giorno c'era anche la cugina di Debbie, Mary, di nove anni. Alan per l'occasione li aveva invitati a pranzo e, dopo che lui e Arne ebbero bevuto un po' troppo, i toni apparentemente tranquilli si accesero tra i due e Debbie, per sedare gli animi, aveva invitato sia Arne che Alan ad andarsene. Alan si era rifiutato e si era "fatto scudo" con la piccola Mary. Arne cominciò a ringhiare e  grugnire come faceva il piccolo David e come a lui stesso era capitato in altre occasioni dopo l'ultimo tentativo di esorcismo a quest'ultimo, prese un coltello e pugnalò diverse volte Alan al petto, conficcando la punta talmente in profondità da trafiggergli il cuore. Tra le urla di tutti i presenti Arne si dileguò, mentre Alan veniva portato in ospedale, dove morì qualche ora dopo per le ferite fin troppo gravi. 
Arne fu arrestato dalla polizia a circa due miglia dalla scena del crimine, che lo trovò in uno stato confusionale e pareva non ricordare nulla di ciò che era successo.



Lorraine Warren il giorno dopo si era recata alla centrale di polizia e aveva raccontato che Arne aveva compiuto l'omicidio di Alan Bono perché molto probabilmente era posseduto dal demonio. 
Anche l'avvocato di Arne, per difenderlo, si affidò all'attenuante della possessione demoniaca e durante la sua arringa difensiva disse: "I tribunali si sono occupati dell'esistenza di Dio e ora gli sarà chiesto di occuparsi dell'esistenza del demonio". Si appoggiò anche ad altri due casi simili discussi nei tribunali inglesi, in cui la possessione  demoniaca era stata usata come causa scatenante del delitto.


Articolo di giornale dell'epoca sul caso


La strategia difensiva non ebbe, però il successo sperato. Il giudice non ebbe alcun dubbio a giudicarlo colpevole, condannandolo per omicidio colposo di primo grado a 20 anni di carcere, ridotti a soli 5 anni perché Arne nel periodo di detenzione si era dimostrato molto collaborativo e aveva avuto una condotta esemplare. Arne e Debbie si sposarono dopo la sua scarcerazione e ancora oggi vivono insieme felici e sereni. Non ebbero più problemi di nessun genere, anche perché dopo tutto quello che era accaduto, la famiglia decise di trasferirsi altrove.



Questa storia ispirò due film:

Locandina di The Demon Murder Case






La storia ha ispirato anche un libro, "The Devil in Connecticut", uscito nel 1983 e ristampato nel 2006. Per questo libro autore e editore furono citati in giudizio dalla famiglia Glatzel per violazione della privacy. 
David, dopo qualche anno, dichiarò che la storia della possessione era stata tutta un'idea dei Warren, in modo da poter sfruttare le condizioni della sua malattia e farne un teatrino mediatico che facesse da cassa di risonanza per le loro attività investigative sul paranormale. 
Sia Lorraine Warren che Gerald Brittle, lo scrittore del libro, negano le affermazioni/accuse di David.



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